Nel secolo nuovo: religioni e politica negli assetti mondiali

Vincenzo Lavenia

Nel secolo nuovo: religioni e politica negli assetti mondiali

7 giugno 2019
dalle 18:00 alle 20:00
238 Hangar delle Arti
via Monte Berico, 5 Roma

Sin dagli anni ottanta del XX secolo si parla di crisi della secolarizzazione, e c’è chi ha proposto di mettere in soffitta questo concetto considerato ideologico e non adatto a fotografare il rapporto tra religione e società nel mondo di oggi. La categoria, come è noto, ha una storia lunga (Loewith, Weber, Blumenberg, per citare qualche nome). Chi ha parlato di secolarizzazione, per lo più, ha inteso descrivere un processo (ineluttabile) di espulsione del ‘magico’ dalla sfera pubblica; di progressivo abbandono della pratica religiosa; di crisi delle grandi religioni universali; di privatizzazione della fede individuale; di trasferimento del sacro alla politica, all’economia, alla tecnica, al consumo. Tuttavia, il protagonismo delle religioni nello spazio politico a partire dalla rivoluzione iraniana e dal pontificato di Giovanni Paolo II (Casanova); il legame tra violenza terroristica e fondamentalismi dalla fine del Novecento in poi; l’evocazione di un presunto ‘scontro di civiltà’ tra cristianesimo e islam; l’avanzata dei movimenti evangelici negli Usa, in Brasile, in Africa e tra gli strati sociali più bassi dell’Occidente; la ripresa dell’ortodossia nella Russia post-sovietica; le migrazioni; la nascita di gruppi identitari che invocano l’appartenenza a una comunità religiosa come base per l’inclusione/esclusione politica ci dicono che una categoria come quella della secolarizzazione deve essere quantomeno rivista. Non sono mancati imponenti sforzi per riarticolare l’analisi del fenomeno (si pensi a Taylor), ma molto resta da fare.

L’intervento cercherà da un lato di rendere conto della discussione concettuale, dall’altro di offrire un quadro delle religioni nel mondo odierno, soffermandosi infine sui dilemmi che agitano i fedeli del culto ancora maggioritario in Italia. Fino a che punto la Chiesa romana può dirsi in crisi? Che presa ha sulla società italiana e su quella globale? Cos’è cambiato nell’universo cattolico negli ultimi anni? Fino a che punto la Chiesa latina può dirsi ancora una Chiesa occidentale? E che cosa le accade in America Latina, in Africa e in Asia? Infine, le grandi religioni possono fungere da freno ai processi di imbarbarimento, alla crisi delle democrazie e allo strapotere del capitalismo, o sono parte non secondaria di una modificazione profonda (qualcuno parla di una ‘mutazione antropologica’) che il mondo laico e la sinistra faticano a interpretare e governare, specie se si guarda ai ceti subalterni?

Vincenzo Lavenia è professore di Storia moderna presso l’Università di Bologna, dopo aver insegnato per molti anni all’Università di Macerata. Studioso della Chiesa e del cristianesimo, con il Mulino ha pubblicato L’infamia e il perdono. Tributi, pene e confessione nella teologia morale della prima età moderna (2004) e Dio in uniforme. Cappellani, catechesi cattolica e soldati in età moderna (2017). Ha collaborato all’edizione del Dizionario storico dell’Inquisizione, diretta da Adriano Prosperi, 4 voll. (Edizioni della Normale, 2010). Ha curato il terzo volume (L’età moderna) della Storia del cristianesimo, diretta da Emanuela Prinzivalli (Carocci, 2015) e l’edizione italiana del Democrates di J. G. de Sepúlveda (Quodlibet, 2015). Ha curato con M. Bellabarba, Introduzione alla storia moderna (il Mulino, 2018) e con C. Zwierlein, Fruits of Migration: heterodox Italian migrants and Central European culture 1550-1620 (Brill, 2018). Ha curato Ritorno delle fedi, crisi della secolarizzazione? numero monografico della rivista 900. Per una storia del tempo presente (L’Ancora, 2010).

La scuola di politica nasce nell’ambito delle iniziative di Grande come una città, un gruppo di persone nato nel Terzo municipio, con l’idea di promuovere iniziative, incontri ed eventi nell’ambito di una chiamata alle arti permanente rivolta a tutti i cittadini.
Pensiamo che la cultura sia uno strumento di educazione al confronto e all’immaginazione della società, nelle mani di una moltitudine di persone che si mette in rete riappropriandosi degli spazi pubblici e privati, trasformando giardini, parchi, cortili, piazze, circhi, librerie, cinema, scuole, biblioteche in piccole agorà, snodi di un tessuto comunitario, luoghi in cui desideri, riflessioni e punti di vista trovano espressione e ascolto.
La scuola di politica popolare “Il Terzo Incomodo” è una scuola a iscrizione gratuita, aperta a tutte e tutti, uomini e donne, ragazze e ragazzi, donne e uomini di pace, costruttori e costruttrici di ponti, che hanno voglia di mettere insieme dubbi, riflessioni ed esperienze, di unirsi per dar vita a pensieri e a pratiche comuni, e che credono possibile lavorare insieme per trasformare il mondo.
Il Terzo Incomodo è quello che ti sorprende, l’ospite inatteso, la variazione sul programma definito, è il granello di polvere che inceppa l’ingranaggio e ne modifica il movimento e la direzione, è il seme che coltiva spazi abbandonati o ancora tutti da immaginare…
L’idea della scuola è di offrire strumenti per comprendere la complessità del nostro tempo, analizzandone i temi e le teorie critiche più rilevanti, attraverso un percorso di rialfabetizzazione democratica. Si discuterà, tra i vari temi, di modelli economici e politici, democrazia e post-democrazia, beni comuni, razzismi e femminismi, identità e migrazioni, partecipazione e beni comuni, mediattivismo e comunicazione.
La scuola è articolata in incontri seminariali tematici e laboratori pratici, che avranno luogo da gennaio a luglio 2019.

* info: [email protected]
* accessibilità

– non sono presenti barriere architettoniche per l’ingresso
– sono presenti servizi igienici per disabili (wc chimico)
– non è presente un parcheggio per disabili

* linee ATAC – http://www.atac.roma.it
* fermata Adriatico/Lampedusa – linee 86, 90, 336, 337

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Lezioni precedenti
18/01/2019 – I lezione – Ida Dominijanni – Democrazia al limite
08/02/2019 – II lezione – Mario Tronti – Non possiamo vivere senza la politica
22/02/2019 – III lezione – Mario Pianta – I quarant’anni ingloriosi. Ascesa e caduta della globalizzazione neoliberista
26/02/2019 – IV lezione – Justin E. H. Smith – Classificare le persone nell’epoca dei social media
02/03/2019 – I laboratorio – Valerio Gatto Bonanni – Comunicazione-guerrilla
09/03/2019 – V lezione – Michael Herzfeld – L’ossessione identitaria. Ambiguità e razzismi
22/03/2019 – VI lezione – Francesca Re David e Roberto Ciccarelli – Lavoro e umanità01/04/2019 – VII lezione – Iyad El-Baghdadi, Catherine Cornet e Giuliano Battiston – Il triangolo vizioso. Tiranni, terroristi e l’Occidente
06/04/2019 – II laboratorio – Valerio Gatto Bonanni e Emanuele Profumi – Partecipazione diretta e facilitazione
12/04/2019 – VIII lezione – Guido Liguori – Egemonia e subalternità in Gramsci oggi
29/04/2019 – I assemblea – Grande come una città incontra Barca e il Forum Disuguaglianze Diversità – Assemblea aperta sulle 15 proposte per la giustizia sociale
11/05/2019 – IX lezione – Caterina Botti e Federica Giardini – Femminismi oggi: le teorie e le pratiche.
14/05/2019 – X lezione – Peter Frase e Christian Raimo – Quattro modelli di futuro. C’è vita dopo il capitalismo
17/05/2019 – XI lezione – Laura Pennacchi e Alberto Castagnola – Verso un’economia solidale. Quali alternative al neoliberismo
29/05/2019 – XII lezione – Wolf Bukowski e Donatella Di Cesare – Zone rosse e fioriere. L’ossessione per sicurezza e decoro
31/05/2019 – XIII lezione – Miguel Mellino, Sovranismo, neoliberalismo, razzismo e accoglienza in Europa

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Grande come una cittàhttps://grandecomeunacitta.org
Grande come una città è un movimento politico-culturale, nato a Roma, nel Terzo municipio, per promuovere l’incontro fra le persone, creare luoghi e momenti di confronto, nella condivisione di valori come inclusione, nonviolenza, antifascismo, e nel rispetto di tutte le opinioni, etnie, religioni e orientamenti sessuali.

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