Francesco Filippi racconta le statue e lo spazio pubblico

Come un libro aperto

Francesco Filippi racconta le statue e lo spazio pubblico
15 luglio 2020
dalle 19:00 alle 21:00
Arenagnini (posti limitati)
Viale Adriatico, 136 Roma

Com’è possibile, oggi, scoprirsi ancora fascisti? Il fascismo è stato una rovina. Cos’altro sarebbe dovuto succedere per convincere di questo gli italiani?  Di fatto le svastiche sui muri delle città aumetano, come cresce l’antisemitismo e un sentimento razzista diffuso permea tutti i settori della società. Le ultime importanti e approfondite riflessioni di Filippi, nel libro Ma perché siamo ancora fascisti? (Bollati Boringhieri) nascono da numerose domande che si è posto: com’è finita la guerra, cosa è stato fatto al termine del conflitto e cosa non è stato fatto, quali provvedimenti sono stati presi nei confronti dei responsabili, quali invece non sono stati presi, cosa hanno scritto gli intellettuali e gli storici e cosa non hanno scritto, cosa è stato insegnato alle nuove generazioni e cosa invece è stato omesso e perché. E poi ancora come  noi italiani ci siamo raccontati e pure autoassolti nel nostro immaginario di cittadini democratici, ma senza mai fare per davvero i conti col passato. Che, infatti, non è passato.

E poi, ecco l’attualità: Cosa significa oggi esaltare certe figure? Indro Montanelli, nella statua che lo rappresenta nei Giardini Pubblici, è stato al centro di un dibattito acceso da quando  i Sentinellini hanno avanzato la richiesta di rimuovere la statua.

Cosa ruota intorno a questa pagina? “Il motivo è presto detto – ha spiegato Francesco Filippi in un’intervista -:  ai tempi della guerra d’Etiopia, . Fatto, questo, che lo stesso giornalista non ebbe grande interesse a mantenere segreto. “All’interno del suo racconto di quegli anni – spiega Filippi – , e spesso ha caricato di significato temporale la cosa. In una famosa intervista tenuta alla fine degli anni ’60 – quindi ben 30 anni dopo – la giornalista di origine eritrea,  gli chiese spiegazioni sulla presa in moglie della bambina. Domanda alla quale rispose dicendo che in Africa si usasse così”.

“Molti hanno giudicato pesantemente le rimozioni delle statue e le proposte avanzate in questi giorni (come quella di Milano), forti della convinzione che tali interventi nulla faranno se non togliere dalle nostre piazze veri e propri reperti storici e culturali andando così a “cancellare la storia”. “Qui non si parla di cancellare, ma di ricostruire e creare un nuovo racconto dello spazio pubblico. Io credo che si dovrebbero quantomeno ascoltare le ragioni del perché, secondo i Sentinelli – e non solo – non sia il caso di avere una statua di Indro Montanelli in un parchetto frequentato da bambini”.

Francesco Filippi (1981) è storico della mentalità e formatore presso l’Associazione di Promozione Sociale Deina, che organizza viaggi di memoria e percorsi formativi in tutta Italia. Collabora alla stesura di manuali e percorsi educativi sui temi del rapporto tra memoria e presente. Tra le sue pubblicazioni Il Litorale Austriaco tra Otto e Novecento: quanti e quali confini?in Piacenza, Trieste, Sarajevo 1918-2018 (a cura di Carla Antonini, 2018) e Appunti di Antimafia (con Dominella Trunfio, 2017). Per Bollati Boringhieri ha pubblicato Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo.

Christian Raimo (1975) è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha pubblicato per minimum fax le raccolte di racconti Latte (2001), Dov’eri tu quando le stelle del mattino gioivano in coro? (2004) e Le persone, soltanto le persone (2014). Per Piemme ha pubblicato il saggio-inchiesta Ho 16 anni e sono fascista. Indagine sui ragazzi e l’estrema destra. Insieme a Francesco Pacifico, Nicola Lagioia e Francesco Longo – sotto lo pseudonimo collettivo di Babette Factory – ha pubblicato il romanzo 2005 dopo Cristo (Einaudi Stile libero 2005). È fra gli autori di Figuracce (Einaudi Stile libero 2014). Per Einaudi ha inoltre pubblicato Il peso della grazia (2012), Tranquillo prof, la richiamo io (2015), Tutti i banchi sono uguali (2017), La parte migliore (2018) e Contro l’dentità italiana (2019). È redattore di minima&moralia e Internazionale.

Grande come una cittàhttps://grandecomeunacitta.org
Grande come una città è un movimento politico-culturale, nato a Roma, nel Terzo municipio, per promuovere l’incontro fra le persone, creare luoghi e momenti di confronto, nella condivisione di valori come inclusione, nonviolenza, antifascismo, e nel rispetto di tutte le opinioni, etnie, religioni e orientamenti sessuali.

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