Zona 42, la vita l’universo e tutto quanto

Zona 42 è nata nel 2014, ma il percorso che ha portato alla realizzazione del nostro progetto editoriale è iniziato qualche anno prima, quando ci siamo resi conto che i libri che più apprezzavamo avevano smesso di arrivare in libreria.
Da lettori ci è sembrato incredibile che i libri formidabili, che nel frattempo avevamo iniziato a leggere in lingua originale, non fossero più fruibili in Italia. Ma non ci siamo rassegnati a rimanere parte di quella minoranza che considera la letteratura d’immaginazione in generale, e la fantascienza in particolare, la modalità letteraria potenzialmente più vicina alle questioni e all’immaginario che muovono il nostro presente. E dunque ci abbiamo provato, cercando e proponendo quel genere di libri che per la qualità della scrittura – e della traduzione! – potessero soddisfare il lettore esigente e insieme seminare il dubbio che il loro contenuto non si limitasse all’intrattenimento, ma potesse regalare al lettore qualche suggestione più duratura.

Del resto noi siamo convinti che in una realtà in cui il cambiamento tecnologico e sociale rischia di travolgere le nostre abitudini e le relazioni con le persone e l’ambiente, la fantascienza, con la sua capacità di esplorare i confini più avanzati di questo cambiamento, si ponga come lo strumento letterario più adatto ed efficace a magnificare e riflettere su questi tempi complicati.
Non è un caso che molti degli autori e delle opere più significative degli ultimi decenni abbiano incorporato elementi propri della tradizione fantascientifica, da David Foster Wallace e Don DeLillo fino al recente premio nobel Ishiguro, da Jennifer Egan a Michel Houellebecq a Colson Whitehead, chiunque voglia affrontare con cognizione di causa il presente non può fare a meno di pensare in termini fantascientifici.
Certo, la fantascienza è soprattutto intrattenimento, ma è proprio il suo porsi come interfaccia tra letteratura popolare e le più profonde potenzialità della letteratura tout court che la rende così preziosa.
Quando abbiamo iniziato a pensare al nostro progetto editoriale abbiamo quindi avuto subito ben chiaro cosa ci sarebbe piaciuto pubblicare, quale sarebbe stata la strategia distributiva, come avremmo voluto impaginare i nostri volumi. Non credevamo però fosse così complicato scegliere un nome per una casa editrice. All’epoca come chiamarci ci pareva una scelta del tutto accessoria, quasi superflua, che tanto qualcosa ci sarebbe pur venuto in mente. Abbiamo steso un business plan, abbiamo valutato quale fosse la forma sociale migliore per le nostre esigenze, abbiamo iniziato a contattare autori e agenzie. La scelta del nome è rimasta nel limbo fino a quando i tempi si son fatti pressanti e la decisione su quale denominazione darci è diventata sempre meno procrastinabile.

Sono scorsi fiumi di birra e telefonate interminabili, nomi sparati a caso, altri che parevano perfetti ma che dopo poche ore non sopportavamo più, innamoramenti fugaci e interminabili derive combinatorie tra termini e definizioni con il più piccolo legame con la nostra attività, per tacere poi delle citazioni letterario-cinematografiche con cui per un bel pezzo ci siamo divertiti.
Cosa cercavamo? Un nome semplice, facile da ricordare, con qualche suggestione fantascientifica – ma non troppo, perché non volevamo escludere la possibilità di allargare il campo –, che parlasse del nostro approccio alla letteratura di genere ma non fosse troppo vincolante. Il nome della nostra casa editrice doveva poi essere abbastanza originale da non aver bisogno di chissà quali invenzioni per distinguerlo nel mare magnum di internet, che il nome del dominio, le stringhe di ricerca, etc. etc.

Siamo passati da Piano B (esiste già, mannaggia…) a Finisterre (un po’ troppo esoterico), da Hic Sunt Leones (bello, ma impronunciabile) al suo acronimo, siamo passati per Le Porte di Tannhäuser (siamo seri…) e per tutte le combinazioni possibili di Spazio e Tempo, senza tralasciare sinonimi e contrari. Poi ci siamo fermati, siamo tornati sulla terra, e siamo rimasti folgorati dalla semplicità di una certa idea. Quale soluzione migliore di un nome che in un colpo solo coniugasse le ebbrezze semantiche di un topos ormai classico seminate da tanti autori che abbiamo amato – da Ballard ai fratelli Strugackij, passando per il cyberpunk e i misteri del cosmo –, capace come pochi altri termini di evocare misteri e inquietudini, meraviglie e possibilità, con la risposta definitiva alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto? In un colpo solo avevamo l’approccio profondo e impegnato, condito da un bel po’ di sano divertimento. Avevamo la passione stupefacente insieme alla follia, l’immaginazione sfrenata marcata stretta da una buona dose di ironico pragmatismo. Abbiamo trovato la Zona, le abbiamo regalato un numero perfetto: è nata Zona 42.

Nei cinque anni trascorsi dalla nascita di Zona 42 il progetto si è evoluto, cercando di mantenere ben salda la rotta e avendo ben chiaro quali sono i libri che ci interessa pubblicare. Alle prime proposte esclusivamente in traduzione abbiamo affiancato alcuni autori italiani scelti con la massima cura, abbiamo proposto ai lettori titoli che si pongono ai confini dei generi, privilegiando la scrittura dei rispettivi autori piuttosto che una facile etichetta di categoria. A I Libri dell’Iguana, la nostra collana principale, abbiamo affiancato Altre meraviglie che propone gioielli dimenticati della narrativa fantastica.
La nostra casa editrice rimane un progetto di nicchia: non abbiamo certo la potenza di fuoco per confrontarci con i big del mercato, ma ci fa molto piacere vedere come un passettino alla volta la nostra idea di letteratura di genere si sia costruita un buon seguito di lettori, dentro il genere – e sono i lettori di genere che hanno premiato quella di Zona 42 come miglior collana di fantascienza pubblicata in Italia – e, soprattutto, fuori dal genere, tra quei lettori curiosi che non non esitano a provare qualche libro fuori dalla propria comfort zone, e poi tornano a chiedercene ancora.

Il percorso della nostra casa editrice è appena cominciato e, come diciamo sempre ai lettori che ci vengono a trovare in fiera o in libreria durante una delle nostre presentazioni, seguiteci, leggete i nostri libri e parlatene con gli amici, in rete, in giro, ovunque.
I lettori sono la nostra risorsa più importante, il nostro megafono e il nostro principale riferimento. E la nostra maggiore soddisfazione.
Ci vediamo in libreria!

Giorgio Raffaelli & Marco Scarabelli
Zona 42
i due900

Giorgio Raffaelli
Immigrato dal profondo nord, abita a Modena ma è cresciuto a Bolzano. In tutti questi anni in Emilia ha studiato e messo su famiglia. Ufficialmente lavora come grafico per un’azienda nel comprensorio ceramico, ma da qualche tempo è finalmente riuscito a dare corpo alla passione per la lettura in generale e per la fantascienza in particolare, inventandosi con Marco Scarabelli il progetto Zona 42.
Dopo anni di frequentazione dell’ambiente fantascientifico nostrano – la fuori c’è forse ancora qualcuno che ricorda Iguana Jo, nickname adottato negli anni ’90 del secolo scorso, ai tempi delle Mailing List e di Usenet, e che lo ha poi seguito per tutte le varie incarnazioni della sua presenza on-line fino ad arrivare al blog che gestisce ormai da più di un decennio – sta provando a restituire alla comunità dei lettori quel che di buono ha imparato in questi anni.

Marco Scarabelli
Dall’appennino con furore, è cresciuto a Pavullo e vive a Modena. Si occupa da sempre di marketing.
Con il progetto Zona 42 è riuscito a coniugare la sua passione per i libri alle competenze professionali maturate negli anni.
Lettore eclettico e curioso, unisce la cura certosina dei testi della Zona all’esplorazione dei territori letterari più prossimi al genere di riferimento della casa editrice.

Grande come una città
Grande come una cittàhttps://grandecomeunacitta.org
Grande come una città è un movimento politico-culturale, nato a Roma, nel Terzo municipio, per promuovere l’incontro fra le persone, creare luoghi e momenti di confronto, nella condivisione di valori come inclusione, nonviolenza, antifascismo, e nel rispetto di tutte le opinioni, etnie, religioni e orientamenti sessuali.

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