Black Lives Matter Roma presenta il suo manifesto

Chi siamo

Black Lives Matter Roma è un movimento che nasce con la volontà di unire associazioni, organizzazioni non governative e singoli individui che riconoscono la necessità di un impegno nuovo e profondo per la completa affermazione dei diritti dei neri e delle minoranze discriminate nel nostro Paese.

Ci identifichiamo nei valori dell’antirazzismo. Rifiutiamo il fascismo e qualsiasi ideologia che conduca a una qualsiasi forma di discriminazione sulla base del colore della pelle, dell’identità di genere, dell’orientamento sessuale, dell’origine nazionale o etnica, della lingua, della religione e di altre caratteristiche o stato personale.

Cosa chiediamo

Black Lives Matter Roma è il nostro intervento ideologico e politico in un mondo in cui le vite dei neri sono sistematicamente ed intenzionalmente colpite, private della propria dignità e dei propri diritti fondamentali. Crediamo nella possibilità di un dialogo costruttivo con le istituzioni, al fine di creare percorsi e raggiungere risultati concreti e tangibili per la comunità. Manteniamo tuttavia uno spirito critico e condanniamo, attraverso tutte quelle modalità sancite dalla Costituzione, qualsiasi forma di cattiva gestione delle politiche dei flussi migratori, di accoglienza e di integrazione.

La forza motrice e di trasformazione delle coscienze del movimento risiede nella decostruzione delle logiche gerarchiche che caratterizzano il nostro vivere assieme, limitando di fatto il diritto ad un’esistenza libera, dignitosa e priva di qualsiasi forma di discriminazione.

Alla base delle politiche antirazziste che Black Lives Matter Roma mette in atto è fondamentale il concetto di ​intersezionalità​,​ ​che sposta l’attenzione su forme di discriminazione che fino ad oggi non sono state centrali nel dibattito politico.

Teniamo presente nel discorso sulle differenze e sulle discriminazioni:
1) La molteplicità e le pluralità delle differenze;
2) La necessità di rifiutare la creazione di gerarchie tra le oppressioni, che possono presentarsi anche in concomitanza;
3) Il bisogno di porre attenzione al contesto e al posizionamento del soggetto in un dato luogo e momento.

Crediamo che ogni essere umano abbia il diritto alla libertà di movimento, in ogni parte del mondo, alla ricerca di un’esistenza migliore, senza per questo dover subire la stigmatizzazione da parte di singoli individui, media e strutture di potere.

Siamo coscienti che in Italia ed in Europa il dibattito sulla gestione dei flussi migratori sia stato incentrato quasi esclusivamente sulla difesa dei confini nazionali ed europei, con il sostegno di populismi e sovranismi.
Il risultato è stato quello di diffondere e normalizzare, nel linguaggio e nell’immaginario collettivo, il concetto erroneo e illusorio dell’invasore straniero, applicando ad oltranza un’ultra-esposizione dei corpi neri.

È stata ampiamente dimostrata l’incostituzionalità di alcune norme contenute nei decreti Sicurezza (d. l. 132/2018 e d. l. 53/2019) che, più in generale, sono da ritenersi in contrasto con i principi ed i valori alla base dei diritti umani. Reputiamo molto grave che non si sia ancora provveduto alla loro completa cancellazione.

Nella nostra analisi, riteniamo importante ripensare totalmente gli accordi con la Libia, che, oltre a violare l’articolo n°80 della Costituzione, hanno prodotto morte, sofferenze e violazioni dei diritti umani; e più in generale le politiche di controllo delle frontiere dell’UE, il più delle volte esternalizzate a terzi.

La nostra azione politica vuole mettere fine ad un inesorabile imbarbarimento civile, ristabilire il pensiero che promuove la libertà di movimento e risvegliare i sentimenti di unità e incontro tra culture differenti.

Black Lives Matter Roma è un movimento aperto a tutti coloro i quali vogliano analizzare con spirito critico e costruttivo i problemi sopra elencati, a coloro che vogliano allargare la discussione ad interlocutori diversi e costruire una rete di solidarietà che metta al centro i soggetti “razzializzati” ed esclusi fino ad ora.

Siamo anche una voce delle seconde generazioni, un fenomeno strutturale complesso ed articolato della società del nostro Paese, ignorato per oltre 30 anni e che, nei numeri, rappresenta il 14% dell’intera popolazione minorenne nel paese, con 1,3 milioni di italiani a tutti gli effetti.

Purtroppo questi ragazzi e ragazze hanno vissuto sulla propria pelle, durante la propria crescita e formazione, l’umiliazione e l’imbarazzo costante di sentirsi inadeguati all’interno di una società che li ha, nel migliore dei casi, discriminati e, nel peggiore, ostacolati per il colore della propria pelle, per la religione di appartenenza, o per un semplice nome, difficile da pronunciare. L’uso comune di offese ed appellativi stereotipati, sovente minimizzati come “atti di goliardia”, sono il retaggio evidente di una cultura postcoloniale mai realmente assopita e con cui il paese deve ancora fare i conti.

Accelerare sull’avvio di una moderna, completa ed articolata riforma sulla legge di cittadinanza sarà un primo passo, un contributo alla formazione ed alla completa emancipazione di questi ragazzi e ragazze, che rappresentano il futuro della società, e la futura classe dirigente di questo Paese.

I “razzializzati” sono i veri protagonisti di questo movimento.
La necessità è quella di mettere al centro, in termini di dibattito, agenda politica e leadership, coloro che più di ogni altro subiscono l’impatto dell’oppressione, vista come interrelazione tra sessismo, razzismo ed esclusione socio-economica.

“Le vite dei neri contano”. Questo non vuol dire che le vite dei neri siano più importanti di altre o che le vite degli altri o altre non siano criminalizzate ed oppresse in modi diversi.
La nostra solidarietà va a tutti coloro i quali e le quali lottano per l’emancipazione e l’autodeterminazione, perché tutti i destini sono intrecciati. Respingiamo quindi il tentativo di disturbo delle forze conservatrici che inneggiano goffamente allo slogan “All Lives Matter”.

Il concetto di ​white privilege​ rappresenta un nodo fondamentale per il movimento, in quanto, in Italia, il non aver mai provato a mettere al centro della discussione i singoli benefici, derivanti dal semplice fatto di essere bianchi, ha rappresentato uno dei tanti limiti alla comprensione dell’altro e della diversità.

Aspiriamo al superamento dell’idea ipocrita e obsoleta del ​color blindness​, iI concetto secondo cui “siamo tutti uguali” e che bisogna essere ciechi di fronte al colore della pelle di chi ci circonda. Se ci si ostina a non notare il colore della pelle altrui si svilisce l’esperienza di chi bianco non è, ed è solitamente costretto a vivere una realtà in cui ogni minimo aspetto della quotidianità è osservato attraverso una lente razziale.

Black Lives Matter Roma intende costruire ragionamenti in tema di gestione delle forze dell’ordine e politiche sulla sicurezza.
Le cronache di questi ultimi anni hanno evidenziato le falle di un meccanismo di gestione dell’ordine pubblico in evidente crisi istituzionale. Ricordiamo gli episodi di tortura e trattamenti crudeli e inumani da parte di agenti di Polizia nelle carceri di Asti e Sassari, episodi finiti di fronte alla Corte europea per i diritti umani a Strasburgo; il caso della caserma di Aulla in Lunigiana; le false dichiarazioni ed i depistaggi legati all’omicidio di Stefano Cucchi; le torture nella caserma di Bolzaneto e nella scuola Diaz durante il G8 di Genova nel 2001.

Oggi le più recenti vicende di Torino e Piacenza portano alla ribalta gravissimi abusi di potere e deficit strutturali dei nostri apparati di Pubblica Sicurezza. Riteniamo sia il momento di aprire una discussione per l’avvio di un serio progetto di riforma, perché parlare di “poche mele marce” non rispecchia la realtà dei fatti. Incoraggiamo l’introduzione dei codici identificativi per il riconoscimento degli agenti impegnati in operazioni e attività di ordine pubblico.
Dal 2012 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che esorta gli Stati membri a garantire che il personale di Polizia porti un numero identificativo ben visibile sulla propria uniforme. Al momento solo 20 Paesi su 27 hanno introdotto tale uso.

I nostri metodi

Consapevoli delle differenti specificità storiche, sociali e culturali tra Stati Uniti ed Europa, agiamo guidati dai principi che hanno ispirato la nascita del Movimento negli USA e la successiva diffusione dello stesso a livello globale.
Abbiamo individuato e sintetizzato le principali battaglie e istanze di cui il Movimento (singoli ed associazioni) ha deciso di farsi portavoce:

  • Lotta al razzismo strutturale e istituzionale.
  • Libertà di movimento e diritto a migrare.
  • Richiesta di formulazione e approvazione di una riforma sulla legge di cittadinanza.
  • Cancellazione dei decreti Sicurezza (d.l.132/2018ed.l.53/2019) e superamento della Legge n°189 del 30/7/2002, nota come Bossi-Fini.
  • Introduzione dei codici identificativi alfanumerici per leforze dell’ordine impegnate nella gestione dell’ordine pubblico, come incoraggiato dall’Unione Europea.
  • Attività di mediazione politica con gli organi europei degli Stati membri per la creazione di un sistema condiviso di visti per i cittadini stranieri.
  • Implementazione di azioni e progetti educativi ai diritti umani ed alla cittadinanza globale nelle scuole di tutti i livelli e gradi e nelle università.

Al fine di perseguire questi obiettivi, il movimento si impegna a:

  • Promuovere i valori dell’antifascismo e dell’antirazzismo.

  • Ricercare la collaborazione di tutti coloro che si riconoscano nei valori del movimento.

  • Sostenere le vertenze dei movimenti femministi e LGBTQI+.

  • Promuovere iniziative volte a contrastare la cultura del pregiudizio e della discriminazione verso tutte le minoranze.

  • Farsi portavoce delle istanze di singoli o gruppi di cittadini i cui diritti sono violati.

  • Promuovere una cultura della non-violenza.

Grande come una cittàhttps://grandecomeunacitta.org
Grande come una città è un movimento politico-culturale, nato a Roma, nel Terzo municipio, per promuovere l’incontro fra le persone, creare luoghi e momenti di confronto, nella condivisione di valori come inclusione, nonviolenza, antifascismo, e nel rispetto di tutte le opinioni, etnie, religioni e orientamenti sessuali.

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