Massimo Gizzio: la parabola di un giovane nato e cresciuto sotto il regime fascista, partigiano a quindici anni, morto a diciotto

Massimo Gizzio: partigiano a 15 anni
16 aprile 2019
dalle 17:00 alle 19:00
Sala Consiliare del III Municipio
piazza Sempione, 15

I nipoti Francesco, Marcella e Marco Quaranta, figli della sorella Maria Luisa, ricordano Massimo Gizzio – partigiano a quindici anni, morto a diciotto – insieme a Lorenzo Teodonio, studioso della Resistenza romana e scrittore; Luisa Carrella, docente; Felice Cipriani, storico della memoria; Alessandro Portelli, storico, critico e scrittore; Paolo, Gabriella e Massimo Vigliar, nipoti di Liuccia Gizzio, sorella di Massimo Gizzio. Saranno presenti la consigliera Sara Alonzi, gli assessori Claudia Pratelli e Christian Raimo e il presidente del III Municipio Giovanni Caudo.

Dall’illusione a una cocente disillusione. La propaganda fascista blandisce la gioventù e gli studenti sollecitando gli entusiasmi e promettendo il riconoscimento e la valorizzazione del ‘merito’. Mentre crescono e sviluppano le proprie potenzialità, molti giovani cominciano ad accorgersi del tradimento di tutte le promesse. Da una emulazione acritica dei modelli proposti dalla ‘scuola dei balilla’ matura in loro il rifiuto della costante umiliazione della propria intelligenza e delle proprie capacità e inclinazioni. Rigettando un clima soffocante, spietato, culturalmente vuoto e demagogico, cresce, sia tra le personalità più brillanti e preparate sia tra quelle più ingenue ma portatrici comunque di un’etica e di un senso della giustizia insopprimibile, un’attenzione vigile e il desiderio di un riscatto via via sempre più urgente. Una generazione nata sotto il fascismo, tra la roboante propaganda, le leggi razziali e la guerra risponde con il movimento studentesco antifascista. Ragazzi e ragazzini come Massimo Gizzio, giovani martiri dall’8 settembre, sono tra i primi ad avvertire la necessità di liberare l’Italia, mentre i fascisti si sottraggono dal saldare il loro conto con la giustizia.

Massimo Gizzio (nato a Napoli il 1 agosto 1925, morto a Roma il 1 febbraio 1944, studente), ex allievo dei Licei “Tasso” e “Regina Elena”, agli inizi del 1943 il ragazzo, che frequentava il secondo anno di Giurisprudenza all’Università di Roma, era diventato un militante del PCI clandestino. Nel maggio dello stesso anno era stato deferito al Tribunale speciale, ma l’evolversi degli eventi gli consentì di tornare in libertà. Così, dopo l’armistizio, Massimo prese parte alla Guerra di liberazione nelle file della Resistenza romana. Costituitosi il Comitato studentesco di agitazione, Gizzio ne fu uno dei dirigenti con Carlo Lizzani e Vincenzo Lapiccirella. Allorché il Comitato proclamò, per il 29 gennaio 1944, uno sciopero generale di protesta in tutte le scuole di Roma, Gizzio fu alla testa di un folto gruppo di studenti del “Dante Alighieri”, che si diresse verso piazza della Libertà, scandendo slogan contro gli invasori tedeschi e i fascisti. Quando i manifestanti erano prossimi alla piazza, furono presi di mira da una squadra di fascisti in borghese, che facevano parte del gruppo “Onore e combattimento”. Uno di questi, Massimo Uffreduzzi, che si vantò anche dell’“atto eroico”, abbatté con una rivoltellata alla schiena Massimo Gizzio. Il ragazzo fu trasportato all’ospedale “Santo Spirito”, ma vi morì dopo tre giorni di agonia. All’indomani della Liberazione, la Corte d’assise di Napoli fu chiamata a giudicare, quali autori identificati dell’uccisione di Gizzio, i fascisti Massimo Uffreduzzi, Sergio Bertolani, Carlo Alberto Guida e Giorgio De Michele. Furono tutti assolti, compreso l’esecutore materiale dell’omicidio, perché, come si scrisse nella motivazione della sentenza, «anche lui è uno studente, travolto dal clima arroventato della guerra». Sul luogo dove Gizzio cadde, in via Cesi 72, è stata collocata alcuni anni dopo una lapide che ne ricorda il sacrificio. Portano il nome dello studente anche una scuola media e un circolo culturale. In questi anni la figura di Massimo Gizzio non è stata dimenticata, anche in virtù dell’impegno della sorella Marisa, insegnante.
[http://www.anpi.it/donne-e-uomini/2258/massimo-gizzio]

Introduzione
Uno sguardo intimo sul personaggio: racconti di famiglia su ‘zio Mimmo’
Francesco Quaranta

1° intervento
La scuola durante il fascismo
Luisa Carrella in controcanto con Lorenzo Teodonio
modera Francesco Quaranta
Dall’attenzione interessata del fascismo per i giovani e gli studenti al percorso scolastico di Massimo Gizzio presso il Liceo Regina Elena – ora Mameli – attraverso la proiezione video di testi, immagini, documenti ritrovati, foto di famiglia e lettura di brani tratti dal sussidiario di Mario Raineri Cultura fascista primi elementi per la scuola tra gli anni 1938 e 1940. Francesco Quaranta, inoltre, riporterà alcuni racconti della madre sulla carriera scolastica dello zio Massimo, dalle scuole elementari all’università.

2° intervento
Chi ha scelto di ribellarsi al Regime o all’occupazione nazista e repubblichina
Paolo Del Papa, Marcella Quaranta e Felice Cipriani
Felice Cipriani ricorderà Enrico Ferola, Manlio Gelsomini e Ughetto Forno; Marcella Quaranta leggerà dal libricino dell’Istituto Santa Maria Goretti la reazione della classe di Lucianina Romoli all’aggressione della maestra gerarca verso la loro compagna di classe Debora Sarfati.

I martiri caduti dopo l’8 settembre e fino alla Liberazione
Paolo Del Papa ricorderà Carlo Del Papa che, il 10 settembre, a meno di quattordici anni, imbracciò le armi a Porta San Paolo e si celebrerà il ricordo di Edmondo Di Pillo, ucciso insieme a Bruno Buozzi, appena prima della Liberazione di Roma.

3° intervento
Le basi per una scelta di libertà
Alessandro Portelli in controcanto con Lorenzo Teodonio
modera Francesco Quaranta
La cultura e gli interessi di Massimo Gizzio, fin da giovanissimo – dalla conoscenza delle lingue all’amore per la musica e la filosofia –; la frequentazione di circoli culturali progressisti, la passione per il teatro e per gli eventi musicali; la sensibilità verso i bisognosi, il proletariato e i diseredati, cresciuta nell’ambito della Comunità di San Bellarmino, e poi nutrita da una nuova ‘lettura sociale’, mediata dalle teorie marxiste; la decisione di entrare nella villa di famiglia occupata dai tedeschi e l’adesione alla Resistenza.
Francesco Quaranta riporterà i racconti della madre sulla formazione dello zio Massimo.

4° intervento
I movimenti studenteschi durante la guerra e nel ventennio fascista
Lorenzo Teodonio in controcanto con Alessandro Portelli
modera Francesco Quaranta
Le riunioni con i suoi compagni di studio, la ricerca di testi proibiti dal Fascismo e le prime attività clandestine con i compagni di lotta; l’arresto e l’esperienza della prigione; il riposo a Collina e le lettere ai compagni; il controllo poliziesco sulla posta.
Francesco Quaranta riporterà alcuni racconti della madre Maria Luisa Gizzio.

5° intervento
Racconti di alcuni episodi di Resistenza in cui fu coinvolto Massimo Gizzio
Proiezione di una videointervista a Luciana Romoli
modera Marco Quaranta
I quaderni portati al fidanzatino Enrico Ferola, nel carcere minorile a San Lorenzo; la ‘scuola’ per i proletari di Pietralata, organizzata dal partigiano Enrico Ferola presso una baracca del quartiere, con Massimo, suo maestro, nel carcere minorile; la staffetta di Montesacro; il racconto della mattina del 1 febbraio 1944.

6° intervento
L’uccisione e il processo
Felice Cipriani in controcanto con Massimo Vigliar
modera Francesco Quaranta
La morte in ospedale di Massimo per setticemia, sotto il controllo ‘interessato’ della polizia politica; il funerale proibito dalle autorità e l’eco nel quartiere, tra le famiglie degli studenti, all’università, in città e sui giornali clandestini; i processi agli assassini di Massimo Gizzio a Roma e a Napoli.

7° intervento
Auspicio
Marcella Quaranta in controcanto con Francesco Quaranta e Gabriella Vigliar
Lettere e fotografie, ricordi e racconti di famiglia sulle donne che hanno accompagnato nella vita Massimo Gizzio: la madre Sofia Levi, la sorella maggiore Amelia e la minore Maria Luisa, detta Liuccia, e la fidanzata Enrica Ferrari Conti, detta Chiccò.

8° intervento
Conclusioni
Una giunta capace di accogliere e collaborare: la giusta cornice in cui ricordare Massimo Gizzio. Sara Alonzi, Claudia Pratelli, Giovanni Caudo e Christian Raimo racconteranno il percorso che il III municipio ha intrapreso, dalla chiamata alle arti alla partecipazione della cittadinanza a Grande come una città.

* info: [email protected]
* accessibilità – non sono presenti barriere architettoniche
* linee ATAC – http://www.atac.roma.it
* fermata Sempione – linee 90, 69, 60, 337, 86

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Grande come una cittàhttps://grandecomeunacitta.org
Grande come una città è un movimento politico-culturale, nato a Roma, nel Terzo municipio, per promuovere l’incontro fra le persone, creare luoghi e momenti di confronto, nella condivisione di valori come inclusione, nonviolenza, antifascismo, e nel rispetto di tutte le opinioni, etnie, religioni e orientamenti sessuali.

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